lo spettacolo della biodiversità
Quando la coesistenza plasma e indirizza l'equilibrio nei sistemi socio-ecologici
In un’epoca caratterizzata da rapidi e profondi cambiamenti, accelerati dall’intensa pressione esercitata dalle attività umane, la conservazione della biodiversità emerge come un imperativo cruciale per mantenere l’integrità e garantire la sostenibilità degli ecosistemi del nostro pianeta. Tale impegno si rivela fondamentale non solo per preservare la loro resilienza e capacità di adattamento di fronte a sfide inedite, ma anche per sostenere la complessa rete di vita che abita il nostro pianeta.
A tal fine, forse, un nuovo tipo di interazione può rivelarsi produttivo: quello tra ecologia e arte, tra biologia ed estetica. Attraverso la sua innata capacità di evocare emozioni e stimolare la riflessione, l’arte è uno strumento potente per trasmettere l’urgenza di proteggere la biodiversità, riducendone al massimo la probabilità di perdita, poiché capace di interpretare e rendere tangibili concetti scientifici rigorosi, alle volte astratti. L’adozione di metodologie innovative, quali l’apprendimento partecipativo che coinvolge direttamente le comunità o i gruppi di persone, insieme all’identificazione di sfide specifiche e obiettivi chiari, si rivela essenziale per sviluppare indicatori efficaci. Tali metriche sono indispensabili per riuscire a misurare l’impatto anche di iniziative artistiche volte a sensibilizzare l’opinione pubblica o influenzare le politiche ambientali. In questo modo, diventa possibile non solo valutare con precisione l’efficacia delle azioni artistiche nel promuovere la conservazione della biodiversità, ma anche ottimizzare le strategie future per rendere questa modalità sempre più incisiva e significativa.
L’estetica poi, intesa come conoscenza sensibile, può ispirare un profondo rispetto e una maggiore responsabilità nella conservazione della biodiversità e nella tutela degli ecosistemi. Pertanto, l’interazione tra ecologia e arte, tra biologia ed estetica si manifesta come un connubio potente e vitale per la conservazione della biodiversità e la comprensione della complessità della vita sulla Terra. L’adozione di queste metodologie artistiche, capaci di coinvolgere direttamente le comunità e di stimolare riflessioni profonde attraverso l’estetica, arricchisce la nostra comprensione e apprezzamento della natura ma funge anche da potente veicolo per la sensibilizzazione sulla conservazione della biodiversità, ricordandoci che la sopravvivenza di ogni forma di vita, inclusa la nostra, è profondamente intrecciata con la salute degli ecosistemi che abitiamo.
E la vita sulla Terra ringrazia!

GIANLUCA SARÀ | NBFC, National Biodiversity Future Center
(co-)Coordinatore nazionale Spoke 1 Mare, Università di Palermo
La biodiversità fatta a sinfonia: dal libro d’arte biodiverso al palcoscenico
Lo spettacolo BIOSPHERA: musica, parole e immagini tra estetica, arte e biodiversità, realizzato dall’Associazione Giacomo Cuticchio e prodotto dal National Biodiversity Future Center (NBFC) per il Festival della Biodiversità dell’Università di Palermo, unisce in maniera originale le letture tratte dal Libro d’arte biodiverso (Bisso Edizioni, Palermo 2024) con l’esecuzione dal vivo della Sinfonia borgesiana (2023) di Giacomo Cuticchio, accompagnate dalle videoproiezioni dell’artista Laura Pitingaro. Il progetto nasce da un impegno pluriennale e transdisciplinare in seno all’Ateneo palermitano per esplorare il concetto di biodiversità anche in chiave umanistica e invitare il pubblico a intraprendere un viaggio attraverso degli aggettivi che delineano un caleidoscopio di qualità e stati d’animo attribuibili a tale concetto. Il fine è di riuscire a pensare la biodiversità e tradurla in immagini, suoni e sensazioni capaci di attivare canali di esperienza sensibile che inducano in noi un cambio di paradigma e di comportamento nei confronti dell’ambiente.
Le letture tratte dal Libro d’arte biodiverso a cura di Elisabetta Di Stefano e Diego Mantoan propongono otto riflessioni attorno ad altrettanti aggettivi per guardare con occhi nuovi alla biodiversità, trovando un’inaspettata quanto necessaria connessione tra tutte le forme viventi. I video realizzati da Laura Pitingaro traggono appieno dall’esperienza del suo apparato iconografico per il volume e si propongono come occhio fermo sulla natura, degli ingrandimenti a camera fissa che ci spingono a vedere finalmente quanto si muove attorno a noi. La musica della Sinfonia borgesiana di Giacomo Cuticchio abbraccia come un manto caldo e avvolgente tutti questi stimoli, procedendo lungo una struttura minimalista che si colora di tinte mediterranee, rimandi popolari e accenti moderni. Intesa quale ideale musica di paesaggio su liriche del letterato siciliano Giuseppe Antonio Borgese, la composizione viene eseguita assieme al soprano Giulia Alberti e al Giacomo Cuticchio Ensemble diretto da Salvatore Barberi. I brani tratti dal Libro d’arte biodiverso vengono letti da Marcello Rimi e Antonina Sampino, allievi dell’Interclasse DAMS-MuSSp del Dipartimento di Scienze Umanistiche.
Prodotto da NBFC sul programma NextGenerationEU, BIOSPHERA amalgama musica e parola, voce e suono, filosofia ed ecologia, arte e scienze naturali, combinando in maniera sperimentale l’approccio scientifico e quello umanistico per la salute della vita sulla terra. Nato sull’onda del Libro d’arte biodiverso, lo spettacolo arriva come una risposta culturale, intessuta di suoni e immagini, che ribadisce piena fiducia nella capacità dell’arte di immaginare soluzioni per futuri biodiversi e sostenibili. Nella piena tradizione dell’arte ecologista si tratta di un’operazione che intende affermare anche la necessità di un impegno culturale, sociale e politico nei confronti dell’ambiente. BIOSPHERA offre una visione alternativa e creativa per rivedere il nostro rapporto con la natura, uno sguardo sull’ambiente che intende proporre rimedi di pensiero e atteggiamento a favore della biodiversità.

ELISABETTA DI STEFANO e DIEGO MANTOAN
Dipartimento di Scienze Umanistiche
Università di Palermo
La biodiversità fatta a sinfonia: dal libro d’arte biodiverso al palcoscenico
Scrivere la Sinfonia borgesiana (2023), grazie alla illuminata commissione di Gandolfo Librizzi, è stato un grande onore ma anche un grande onere. Non era facile dare voce alle meravigliose parole di Giuseppe Antonio Borgese, autore crepuscolare nato a Polizzi Generosa che conserva tutta l’essenza e la nostalgia per il paesaggio siciliano. Mi sono lasciato trasportare dall’emozione che suscitavano in me i versi che leggevo sfogliando i Quaderni di Poesie del letterato e intellettuale madonita. Vi si ritrovano ora momenti di ricordo idilliaco del suolo natio, altre volte immagini dense di preoccupazione per la nostra Terra. Queste sensazioni oscillanti mi hanno condotto a voler esaltare la parola rispetto alla musica, rendendo la composizione un’estrinsecazione del significato naturale e paesaggistico che si ritrova nei versi di Borgese. In questo senso, le sue parole e la sua visione tradotte in musica dialogano perfettamente con gli aggettivi immaginifici del Libro d’arte biodiverso e le proiezioni naturalistiche di Laura Pitingaro.
Pensata e scritta per Polizzi Generosa, la Sinfonia borgesiana è nata dentro la cornice del progetto “Borgese genius loci”, finanziato dal Ministero della Cultura per la rigenerazione sociale e culturale dei Piccoli Borghi. E Giuseppe Antonio Borgese andrebbe davvero considerato patrimonio nazionale, oltre che orgoglio madonita, poiché fu acclamato rappresentante della cultura italiana nel mondo, nonché precoce sostenitore del repubblicanesimo e del pacifismo durante e tra le guerre mondiali. I testi della Sinfonia borgesiana provengono dalle poco note Poesie inglesi, scritte durante l’esilio volontario negli Stati Uniti d’America. Tradotta e presentata in Italia nella traduzione di Joseph Tusiani, che in America li aveva ricevuti da Borgese nel 1952, i versi furono pubblicati solo nel 1994 per la preziosa operosità di Antonio Motta con Lacaita editore in 100 esemplari numerati. In queste liriche emerge il canto dell’anima di Borgese, intimo e solitario, rivolto ancora una volta ai temi della vita e della morte che si intrecciano e si rincorrono.
Borgese è poeta consapevole dell’interconnessione del vivente, come sottolinea Gandolfo Librizzi, Sindaco di Polizzi Generosa: “Proprio il dialogo con la morte, che altro poi non è che la riflessione sulla vita, è il tema ricorrente e caratterizzante di queste poesie, un dialogo che abbraccia tutti i temi sottesi all’illusione del vivere con le sue vacue certezze, allo scorrere del tempo che genera la nostalgia per le radici lontane, di una fede che alimenta la speranza che la vita possa ancora continuare e affermarsi non disperdendo ciò che è stato pensato e realizzato, il sogno che l’idea viva ancora.” In Borgese ho scovato una voce di sensibilità estetica, di educazione alla conoscenza, di responsabilità etica, di slancio spirituale verso l’ambiente che pienamente si rispecchia nello spettacolo BIOSPHERA. Ecco che la Sinfonia borgesiana incarna in questo nuovo contesto la natura come armonia complessa e interconnessa che non cessa di scorrere e di stupirci.

GIACOMO CUTICCHIO
Associazione Giacomo Cuticchio Ensemble
Tournée
Realizzato dal National Biodiversity Future Center per il Festival della Biodiversità dell’Università di Palermo, Biosphera ha debuttato al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo il 10 dicembre 2025. Prosegue in tournée su fondi NextGenerationEU, prodotta da Moger Arte & Cultura, con il coordinamento scientifico di Elisabetta Di Stefano e la direzione artistica di Diego Mantoan assieme ad allievi DAMS-MuSSp del Dipartimento di Scienze Umanistiche (UNIPA). Venerdì 5 giugno 2026 va in scena al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, per poi passare al Teatro Nuovo di Napoli il 6 giugno 2026.